7 monumenti dell’Abruzzo che non puoi perderti

L’Abruzzo è una regione con la lunga storia e tradizione che nei secoli ha dovuto affrontare tantissime difficoltà, sia perché terra contesa in epoca preromana e medioevale, sia per i frequenti terremoti che ne hanno sempre minacciato le valli e le montagne.

È anche una terra che non si è mai lasciata piegare dagli eventi. Ne sono testimonianza le sue bellissime architetture alcune delle quali risalgono all’epoca preromana, all’alto medioevo e che sono arrivate nel loro splendore fino ai giorni nostri, spesso resistendo a sismi terribili.

Con la loro imponenza e il coraggio di chi le ha edificate a volte sulla nuda roccia, rappresentano benissimo lo spirito della popolazione di questa terra, dove in pochi chilometri si va da montagne alte e impervie fino al mare, con una varietà di paesaggi incredibile e scorci mozzafiato.

Paesaggi e tesori tutti da scoprire su picchi scoscesi e in mezzo alle piccole vallate di questa magnifica regione. Scopriamo insieme quali sono i 7 monumenti dell’Abruzzo più belli da visitare.

1. Alba Fucens

A quasi 1000 m sul livello del mare, nel comune di Massa d’Albe, in provincia de l’Aquila si trova un sito archeologico chiamato Alba Fucens, proprio ai piedi del monte Velino. Il toponimo deriva da una parola latina che significa altopiano oppure bianco e dall’aggettivo fucens perché non è molto distante dal lago Fucino.

Si tratta di una antica colonia, romana di diritto, situata nell’antico territorio degli Equi a ridosso di quello dei Marsi ed è rimasta importante dal punto di vista amministrativo per tutto il periodo romano e medievale.

Le testimonianze del suo antico splendore si ritrovano nei moltissimi edifici e nei loro resti, come l’anfiteatro, il ponte sifone dell’acquedotto e la chiesa di San Pietro in Albe, testimonianze di una antica prosperità quando questa città era stata il capoluogo del territorio della Contea dei Marsi.

2. Basilica di Collemaggio

Imponente quanto unica nel suo genere, l’abbazia di Santa Maria di Collemaggio a l’Aquila è uno dei luoghi di culto più importante del capoluogo dell’Abruzzo. Fu fondata nel 1288 per volontà del futuro Papa Celestino V come celebrazione per il ventennale della battaglia di Tagliacozzo. Ricordava lo scontro fra Carlo Primo d’Angiò e Corradino di Svevia, talmente importante che fu anche citata nella Divina Commedia dal poeta Dante Alighieri.

Lo stile architettonico unisce romanico, barocco e gotico e nel 1294 è diventato la sede di un Giubileo Annuale ,quello legato alla bolla del perdono o perdonanza celestiniana. La chiesa ha subito moltissimi interventi di restauro a causa dei terremoti ed è ricchissima di elementi numerologici nelle sue decorazioni e di temi architetturali che rimandano a tradizioni esoteriche di origine cristiana.

3. Abbazia di San Liberatore a Majella

A poca distanza da Pescara, sulle prime contrafforti dell’imponente gruppo montano sorge l’abbazia di San Liberatore alla Majella ed è uno dei più antichi monasteri della regione, costruito con la stessa pietra della montagna che lo protegge.

Questa abbazia caratterizza il piccolo borgo di Serramonacesca, con le sue tre ampie navate in stile romanico e la cui fondazione viene fatta risalire dalla leggenda all’intervento diretto dell’imperatore Carlo Magno.

Splendido l’ambone per questo antico edificio che rappresenta uno dei capolavori dello stile romanico abruzzese e che dal 1902 è monumento nazionale. La chiesa si trova lungo la via che conduce alla Majelletta ed è una tappa obbligatoria anche per chi diretto in escursione su questa montagna.

4. Rocca Calascio

Nel comune di Calascio in provincia de l’Aquila, su uno sperone di roccia ad un’altitudine di 1460 metri sul livello del mare sorge una antica rocca che un tempo proteggeva il borgo sottostante, che attualmente è disabitato. Da qua si godono alcune delle più suggestive viste dell’Abruzzo.

Lo sperone si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. dallo sperone dove si trova la rocca si vedono anche i Monti Marsicani, la Majella e in distanza la Conca Peligna.

È uno dei luoghi più suggestivi da visitare di questa regione, soprattutto se si ha la fortuna di raggiungerla in un giorno in cui emerge dal mare di nuvole sottostanti, con una vista mozzafiato delle vette delle montagne che sembrano isole perdute.

5. Abbazia di San Giovanni in Venere

Situata su una collinetta non molto alta proprio davanti al mare di Fossacesia, è un complesso costruito sul luogo di un piccolo convento preesistente, e risale agli inizi del XIII secolo. Fu realizzato in stile gotico romanico con robuste contrafforti ed una struttura massiccia.

Ha un monastero annesso e contiene antichi affreschi di epoca medievale ed un una cripta le cui decorazioni sono realizzate con materiali di recupero di origine pagana, che fanno supporre come nella zona fosse ampiamente disponibile all’epoca una grande quantità di reperti.

Dalla collinetta si domina il mare Adriatico e si può vedere l’intera costa di questa zona dell’Abruzzo, con da un lato le colline digradanti e dall’altro l’esigua pianura. La chiesa è ricca di decorazioni al suo interno e contiene anche frammenti di affreschi medioevali.

6. Eremo di San Bartolomeo in Legio

Nel comune di Roccamorice, in provincia di Pescara, si trova l’eremo di San Bartolomeo in Legio, non molto lontano da quello di Santo Spirito a Majella. Il minuscolo luogo di culto fu costruito sotto uno sperone di roccia a 700 metri sul livello del mare e può essere raggiunto soltanto da un camminamento scavato nella montagna.

La chiesetta e la cella sono scavate nel calcare e si trovano al termine di un camminamento aperto nella viva roccia, ma che in principio era molto più stretto e difficile da raggiungere. L’interno è semplicissimo, meno di 30 mq, segno della devozione e della dedizione degli eremiti che l’hanno scavato nei secoli.

7. Castello di Roccascalegna

Tra i monumenti dell’Abruzzo che meritano una visita, va segnalato il castello di Roccascalegna . Collato in provincia di Chieti su uno sperone in precario equilibrio, il castello viene citato per la prima volta nel 1525, anno in cui fu fatto un grosso intervento di restauro della struttura.

È stato rimaneggiato parecchie volte nel ‘500 e nel ‘600, fino all’ultimo intervento terminato nel 1996. Attualmente il castello è visitabile, anche grazie all’intervento dei fondi per il restauro, anche se non sono state recuperate tutte le sue torri originarie.

La struttura domina la valle sottostante e il piccolo borgo con i suoi edifici medioevali e cinquecenteschi, con una bellissima vista sulla chiesetta arroccata sul crinale.

I dolci tipici abruzzesi da assaggiare almeno una volta

L’Abruzzo è una regione fantastica in cui si passa nell’arco di pochi chilometri dal mare cristallino a monti impervi, dove si trova la maggior parte delle sue città più antiche. Chiunque abbia visitato questa regione si sarà accorto che qua in cucina non si scherza, con piatti saporiti e a volte davvero impegnativi e che si conclude in bellezza scoprendo quali sono i tipici dolci abruzzesi che ci aspettano.

Sono il frutto di una tradizione antichissima e il loro gusto la consistenza friabile o morbidissima sono indimenticabili. Se non avete mai avuto la fortuna di provarli è il momento di approfittarne, perché ogni angolo di questa regione ha i suoi dolci caratteristici, ognuno con le sue varianti particolari, conservate gelosamente dalle nonne e dei maestri pasticceri, che hanno carpito il loro segreto.

Gli abruzzesi sono abituati a mangiare bene e quindi per loro è stato del tutto naturale vedersi spuntare anche in città in laboratorio di pasticceria dedicati ai dolci tradizionali, sia quelli delle feste che quelli che si possono mangiare tutto l’anno. Giusto per farvi venire un po’ l’acquolina in bocca, diamo un’occhiata a quelli più famosi e che non vi potete assolutamente perdere.

Biscotti della tresca

Sono biscottini secchi, da portare a lavoro, che venivano preparati per essere portati nel cestino del pranzo dai contadini durante la trebbiatura che da queste parti si chiama tresca. Sono semplici e friabili, l’ideale per inzupparli nel latte a colazione e si conservano anche parecchi giorni.

Cancelle, ferratelle, neole o pizzelle

In provincia de L’Aquila, i dolci più tipici sono le ferratelle o cancelle, che si fanno con farina, uova, olio, anice e cotenna di maiale, nella versione tradizionale. Vengono cotte velocemente al fuoco su una gratella, che gli dà la tipica forma. Sono un dolce che si prepara in pochi minuti ed è per questo che sono molto amate.

Bocconotti

Sono un dolce tipico di Lanciano sono ripieni di “scrucchijate” cioè la marmellata d’uva, anche se qualche volta viene aggiunto un po’ di cioccolato come variante. Sono molto simili ai canestrelli ripieni e sono fra i dolci più amati di questa città.

Calgiunitte

Si fanno fritte e al forno, dipende dalla zona e sono praticamente dei ravioli ripieni di marmellata che può essere persino di ceci o di castagne anche se di solito si si mette quella d’uva oppure miele, mandorle e cioccolato. Sono il dolce tipico del periodo di Natale.

Frappe

A Pasqua in Abruzzo non mancano mai le chiacchiere, che qua si chiamano frappe, ritagli di pasta fritta nell’olio bollente anche se in alcune zone vengono fatte al forno. Nell’impasto qualcuno e mette un po’ di grappa oltre a farina, burro, olio e le uova. Vengono fatte a forma di striscia o di nodo e servite ricoperte di zucchero a velo.

Cellucci

Preparati in onore della festa di Sant’Antonio Abate i cellucci o celli ripieni sono dolcetti ripieni con l’impasto fatto con farina, olio e vino ripieni di scrucchiata, la marmellata di uva mandorle cacao e cannella che si fa con il Montepulciano d’Abruzzo e ricordano vagamente la forma di uccellini.

Sise delle Monache

Guardiagrele, che è uno dei borghi più belli dell’Abruzzo e anche famoso per il suo dolce, le sise delle monache, introdotto da Giuseppe Palmerio nel 1884 dopo aver imparato l’arte della pasticceria a Napoli.

Anche se il dolce aveva un nome originale meno fantasioso cioè “Tre Monti”, vista la forma arrotondata e lo zucchero a velo, per il popolo sono le sise delle monache e si racconta che le prima a farle in realtà siano state le suore Clarisse.

Cassata Abruzzese

A Sulmona la pizza dolce cambia nome e si chiama cassata abruzzese e oltre alla crema, nel suo ripieno, si trovano torrone e croccante. Inoltre il pan di Spagna è bagnato con il liquore centerbe che si produce da queste parti.

Pizza di Pasqua

È il dolce tipico per questa festività. La tradizione vuole che contenga al suo interno un uovo sodo, inoltre può essere guarnito con i confettini di zucchero, le granelle e a volte spennellato con latte e uova. Per i bambini viene fatta a forma di il cavalluccio e per le bambine a forma di pupa o bambolina.

Lingue di suocera

Nella provincia di Chieti si fanno le lingue di suocera, con mandorle, cioccolato e grappa. Si servono a fettine molto sottili e assomigliano in qualche modo ai cantucci toscani. Ogni città però ha la sua variante per la ricetta e si aggiunge moltissima frutta secca.

Pepatelli

Si fanno con la farina di tritello che è un sottoprodotto della macinatura del grano, la buccia d’arancia, il miele e soprattutto il pepe. Diffusi nella provincia di Teramo, sono dolci natalizi, impegnativi per lo stomaco ma lasciano deliziati tutti quanti.

Scarponi

Sono i mostaccioli abruzzesi ed hanno come caratteristica, oltre ad avere un impasto che contiene mosto cotto, da cui deriva il nome, anche quella di essere insaporiti con cannella e chiodi di garofano oltre a mandorle tritate, glassa e cioccolato fondente.

Soffioni abruzzesi

Sono un delizioso dolcetto di pasta frolla, al cui interno è nascosta la ricotta. La tradizione in provincia di Pescara vuole che la chiusura sia fatta come quella di una busta, tant’è che da queste parti si chiamano lettere d’amore.

Cicerchiata

È un altro dolce pasquale fatto di palline di pasta fritta, appiccicate con il miele, i canditi e le mandorle. Sicuramente un dolce difficile da mangiare senza sporcarsi, ma che è davvero delizioso. quando il miele caldo si è raffreddato e solidificato.

Tarallucci al vino bianco

Sono ciambelline con l’anice e il vino bianco e si gustano accompagnati ad un bicchierino. Sono un dolce tipico invernale, molto amato anche da prendere con il tè e le tisane nelle giornate più fredde.

Spumini

Sono piccoli dolcetti che si fanno con albume montato, mandorle tostate e zucchero. A volte si mette anche la scorza di limone e la cannella. A seconda della zona si fanno a forma di meringa con sotto piccolo biscotto oppure a barretta e sono talmente leggeri che si possono gustare sia in inverno che in estate.

Mandorle atterrate o Nocci attorrati

Visto che non si butta via nulla, questo dolce si fa con gli avanzi di mandorle e di noci tenute insieme con zucchero, cacao, cannella scorza di limone e acqua. Sono una specie di biscottini croccanti da gustare col vino dolce.

Capitone

Da non confondere con l’omonimo piatto natalizio napoletano, il capitone abruzzese è un dolce di mandorle che per forma gli rassomiglia un po’. Si prepara durante festività pasquali nella zona di Villetta Barrea. Secondo tradizione questo dolce particolare si regala allo sposo, per l’appunto a forma di capitone, mentre per la sposa ne viene preparato uno a forma di cuore.

Cosa significa trabocco in abruzzese? Tutto ciò che devi sapere

L’Abruzzo è una regione meravigliosa che offre paesaggi incredibili fra mare e monti impervi. Le sue valli e le coste offrono tantissime sorprese. Il litorale della provincia di Chieti, in particolare, regala uno scorcio meraviglioso chiamato Costa dei Trabocchi.

Questa zona prende il nome dalle antiche macchine per la pesca a rete, montate su palafitte, alcune delle quali sono ancora utilizzate dagli abitanti. La costa è punteggiata di queste strutture da Francavilla al mare fino a San Salvo, con tantissime di queste palafitte che punteggiano la costa, alcune raggiungibili con stretti camminamenti di tavole, altre in barca.

Lungo la Statale 16 Adriatica, molti dei trabocchi si vendono anche dall’auto e tanti di essi sono ancora in utilizzo, segno di un rapporto unico con il mare e le sue risorse. Scopriamo inseme come visitare i trabocchi d’Abruzzo.

Le bellezze della costa dei Trabocchi

Questo variegato tratto di litorale offre tantissime spiagge spettacolari e tranquille, protette spesso da riserve naturali e con una macchia mediterranea che arriva quasi fino alla battigia. È una meta eccellente per chi ama il turismo rilassato ed abbastanza appartato, anche se, in estate e con la bella stagione, lungo questo tratto di costa non mancano gli eventi culturali e le occasioni di divertimento.

Da non perdere all’interno della riserva di Punta Acquabella a Ortona la spiaggia di ciottoli che, protetta da una falesia offre una meravigliosa acqua turchese e che si raggiunge con un sentiero che dalle rocce scende fino al mare.

Sempre a Ortona da non perdere è la spiaggia detta dei Ripari di Giobbe con i suoi faraglioni di roccia che si fondono in una falesia verde, che si riflette nella luce del mare cristallino.

La spiaggia di Calata Turchino a San Vito prende il nome dal colore spettacolare dell’acqua del mare che grazie ad un fondale poco sabbioso resta trasparente per gran parte della giornata, protetta dalle correnti che potrebbero intorbidirla.

Da qua, spostandosi di poco, troverete anche le spiagge incontaminate e selvagge di Valle Grotte e Rocco Mancini. Proseguendo si trova la spiaggia di Mottagrossa che è nella riserva naturale di Punta Aderici. Troverete una meravigliosa costa di ciottoli che scivolano in un mare turchese ed è molto frequentata soprattutto dai naturisti.

Punta Penna è un’altra spiaggia della riserva di Punta Aderici a Vasto, con la sua sabbia dorata e il mare turchese. È forse una delle più belle di tutta la costa, molto adatta per stendersi a prendere il sole in pace.

La Spiaggia del Cavalluccio a Rocca San Giovanni ha un trabocco ancora funzionante ed un faraglione. È protetta da una scogliera, l’ideale per trascorrere un pomeriggio tranquillo a prendere il sole e fare il bagno.

Sul litorale Chietino c’è Fossacesia con i suoi ciottoli bianchi alternate a sabbia finissima, bellissima meta, adatta per essere visitata anche con i bambini.

Per gli amanti della cultura a San Vito Chietino, oltre ai trabocchi e alla bellissima spiaggia, si trova l’eremo dannunziano dove il poeta, che acquistò l’edificio alla fine dell’800, ambientò il suo romanzo “Il Trionfo della Morte” e che anche conosciuta come la casa dei pescatori.

Ortona

È il primo tratto della costa abruzzese caratterizzata dai trabocchi a pochi chilometri da Pescara e dall’aeroporto, dove iniziano ad esserci ampie spiagge. Si caratterizza per un mare azzurro e pulitissimo, litorali protetti e scorci suggestivi sulle montagne che si trovano a pochi chilometri nell’entroterra.

Nella cittadina, bellissima, da non perdere c’è anche il castello aragonese San Vito Chietino è un antico borgo che sorge su una collina rocciosa, che raggiunge la costa. Da qua si vede un paesaggio mozzafiato con sullo sfondo la Majella e il Gran Sasso da un lato e che arriva fino a Vasto dall’altro.

Lungo la costa ci sono molti trabocchi, alcuni dei quali si possono anche visitare per sentire il profumo del mare. Assolutamente da non perdere la passeggiata nelle spiagge di Cala Turchino e Molo Sud.

Rocca San Giovanni

Uno dei più bei borghi d’Italia, dove la vita è rimasta lenta e tranquilla, con il suo trabocco che la sera offre una bellissima vista del mare placido e dove un tempo all’alba i traboccanti gettavano le reti per raccogliere il pesce da vendere al mercato che è ancora attivo e dove si possono comprare pesci freschi di ogni tipo.

Torino San Sagro

È una meravigliosa cittadina come un bellissimo lungomare, dove si possono ammirare scorci suggestivi come il cimitero militare britannico e il fiume Sagro. Da non perdere assolutamente una passeggiata nella Lecceta, che con la sua macchia mediterranea caratterizza questa terra.

Fossacesia

Qua si trova una piccola baia chiamata il Golfo di Venere ,con bellissime spiagge di ciottoli. Nella zona nord si trova il litorale roccioso di Punta Cavalluccio con i suoi caratteristici trabocchi che si possono raggiungere con ponti di tavole in mezzo al mare azzurro.

Casalbordino

Non molto lontano dalla spettacolare costa rocciosa della riserva naturale di Punta Aderici, si trova Casalbordino conosciuta anche come la piccola Normandia per via dei trascorsi della seconda guerra mondiale e che sorge non lontano dal comune di Vasto.

La sua costa è caratterizzata da trabocchi unici e ben conservati, immersi in una natura rigogliosa e verdeggiante che non teme di avvicinarsi fino a pochi metri dai flutti, in questa zona protetta ed appartata.

Vasto

Con una costa di oltre 20 km offre tantissimi scorci suggestivi e percorsi anche da fare a piedi. Nella meravigliosa cittadina è possibile visitare la Galleria d’Arte Contemporanea nel palazzo d’Avalos ed il delizioso centro storico.

San Salvo

È l’ultimo comune della costa dei trabocchi, con un mare pulito e una spiaggia sabbiosa, l’ideale per un pomeriggio tranquillo dopo aver gustato l’ottima cucina di mare offerta dalla tradizione di questa zona.

Visitare la costa in bicicletta

Anche se non è ancora del tutto attiva, lungo la Costa dei Trabocchi esiste la pista ciclabile dedicata, che si snoda lungo il tratto della ferrovia dismessa che da San Salvo conduceva a Ortona passando per Vasto. Può essere un’idea bellissima visitare in bicicletta questo tratto suggestivo di costa.

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