Il diritto di famiglia per le coppie omosessuali: le novità della giurisprudenza

Il diritto di famiglia per le coppie omosessuali: le novità della giurisprudenza

Nel corso degli ultimi anni, nel nostro Paese sta cambiando sempre di più l’approccio della giurisprudenza nei confronti del diritto di famiglia per le coppie omosessuali. Prima, infatti, l’unica forma di famiglia accettata era quella rappresentata dalla cosiddetta “famiglia tradizionale”, composta da coppie eterosessuali, che godeva di numerosi diritti e tutele. Ciò si deve ai vari interventi della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione che si sono resi conto del bisogno di colmare i vuoti e le mancanze legislative in questo ambito e dare diritto anche alle coppie composte da due persone dello stesso sesso. Per essere a conoscenza dei propri diritti e per tutelarsi è possibile rivolgersi a un legale come l’Avvocato Ticozzi esperto proprio in diritto di famiglia.

I diritti delle coppie omosessuali: le unioni civili

La prima normativa a favore delle coppie omosessuali è la legge Cirinnà sulle Unioni Civili. Tale legge ha infatti consentito il riconoscimento di una relazione tra due persone dello stesso sesso che vogliono abitare insieme e assistersi sia a livello morale che materiale. Si tratta però di, appunto, un’unione civile, che è ancora ben diversa dal matrimonio in termini di diritti.

Alle coppie omosessuali, infatti, attualmente non è ancora concessa l’adozione, né il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistista (PMA) che sono state stabilite dalla legge n°40 del 2004 e nemmeno alla maternità surrogata (il cosiddetto “utero in affitto”, che però è negato anche alle coppie eterosessuali). Ciò si deve a quanto enunciato dall’articolo 29 della costituzione che considera la famiglia una “società naturale fondata sul matrimonio”. Pertanto, non essendo l’unione civile una forma di matrimonio, resta esclusa da tutte le tutele del caso. L’unione civile resta invece nell’ambito dell’articolo 2 della Costituzione che tutela i diritti individuali.

Adozione per le coppie omosessuali: sentenze Cassazione e stepchild adoption

In realtà, con il passare del tempo, la Corte di Cassazione, tramite alcune sentenze, ha consentito alcune modifiche al diritto di famiglia per le coppie omosessuali. La corte di cassazione ha escluso il diritto di trascrivere atti di matrimonio celebrati all’estero, ma ha affermato il diritto delle coppie gay alla vita familiare e alla libertà di convivere come coppia (civ. Cassazione I sez. I, sentenza n. 4148 /2012). In materia di affidamento, invece, è stato riconosciuto l’affidamento dei minori al genitore omosessuale convivente, consentendo così di ampliare l’elenco dei potenziali tutori anche ai single e ai conviventi (Cass. sez. I, n. 601/2013). Finora, secondo la giurisprudenza, le persone single appartenenti alla comunità LGBT possono adottare, ma non sono consentite le adozioni congiunte da parte di coppie dello stesso sesso (Cassazione n. 17100/2019).

Un altro scenario possibile è invece quello della stepchild adoption, termine che deriva dall’inglese e che significa “adozione del figliastro”. Tale pratica consente al genitore non biologico di adottare il figlio (naturale o adottivo) del compagno o della compagna ed è aperta anche alle coppie eterosessuali. Nelle coppie omosessuali, invece, l’adozione è possibile solamente quando si adotta il figlio del proprio compagno o della propria compagna.

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