Montagna K2: storia della seconda vetta più alta al mondo

Montagna K2: storia della seconda vetta più alta al mondo

Anche noto come Karakorum 2 o monte Goldwin-Austen, il K2 con la sua maestosa altezza di8609 metri, è la seconda vetta è la più alta al mondo, il primo posto è occupato da un altro colosso montuoso: il monte Everest.

Situata al confine tra il Pakistan e la Cina, la catena montuosa con il k2 è talmente possente da suscitare inquietudine.

Scalare il k2 alla conquista della vetta

Il K2, secondo l’alpinista e scalatore George Bell, è una “montagna selvaggia” che cerca di ucciderti, è infatti un luogo impervio che ospita un clima dalle temperature proibitive.

La montagna K2 ha un’altezza maestosa a forma di piramide, meta di sfide e spedizioni da parte dei migliori alpinisti del mondo e, purtroppo, con il suo clima rigido, il ghiaccio e le valanghe è anche cimitero di molti sogni.

Molti sono gli alpinisti e scalatori che hanno potuto raggiungere l’agognata vetta della catena montuosa K2, altrettante purtroppo le vittime della forza di questa meraviglia paesaggistica che ti toglie il respiro e, non in senso metaforico.

Per ogni 4 scalatori che raggiungono la vetta della montagna, ce n’è almeno 1 che non riesce nella tanto agognata scalata.

Spedizioni storiche sulla Montagna K2

Considerata universalmente dagli alpinisti la più pericolosa delle cime, in molti hanno tentato di avventurarsi sulla montagna K2. Cima tanto alta e inarrivabile, ma anche affascinante e stimolante per lo spirito competitivo dell’uomo, che da sempre cerca di non porsi limiti di fronte a nulla.

Nel 1902, Crowley ed Eckenstein tentarono, senza fortuna la scalata al K2, nella speranza di scrivere il loro nome nella storia, tuttavia le cose andarono male.

Il leader e capo della spedizione, Eckenstein fu colpito da un’infezione respiratoria davvero severa, mentre Crowley contrasse la parassitosi della Malaria, con febbre alta e convulsioni, che lo costrinse a dover restare nel proprio accampamento. Una spedizione più che sfortunata, potremmo azzardare.

Nel 2008 ci fu una vera e propria tragedia umana ed alpinistica. Durante la scalata a questo maestoso monte, persero la vita ben 11 arrampicatori, in una delle più catastrofiche spedizioni della storia dell’alpinismo. La tragedia del K2 non fu dovuta all’inesperienza, ma alla sfortuna e alle condizioni climatiche.

Gli scalatori italiani sul K2

I primi a poter vantare dei parziali successi, nel poter arrivare finalmente sulla vetta del K2 furono gli americani.

Il successo completo arrivò nel 1954 con la spedizione italiana guidata da Ardito Desio, geologo ed esploratore. Un gruppo di alpinisti altamente preparati, composto da 13 italiani, che vide protagonisti Lino Lacedelli ed Achille Compagnoni, i primi in assoluto a raggiungere la vetta della montagna K2 il 31 luglio alle ore 18.

Fu un lavoro di squadra eccezionale, con Walter Bonatti e Amir Mahdi che portavano le bombole d’ossigeno necessarie alla salita degli altri due.

Arrivati in cima piantarono una piccozza con i colori italiani e una bandiera del Pakistan. Per scattare alcune foto a testimonianza dell’impresa si tolsero i guanti, Compagnoni perse due dita, Lacedelli un pollice, si congelarono.

Per questo motivo il K2 è anche noto come “La montagna degli italiani” e, ancora oggi, la prima scalata alla maestosa vetta rimane una storia da ricordare.

Perchè si chiama K2

Nel 1856, un ufficiale britannico che lavorava per il Great Trigonometrical Survey of India raggiunse una piccola montagna nel Kashmir. Lì, la sua vista cadde su due alte cime a più di 200 km di distanza nel Karakorum. Le chiamò K1 e K2, la ‘K’ che sta per Karakoram.

Il K2 è anche chiamato Monte Godwin-Austen in onore di Henry Godwin-Austen, uno dei primi esploratori della regione. Sebbene il nome sia stato rifiutato dalla Royal Geographical Society, è usato su diverse mappe e luoghi.

Differenze con la vetta dell’Everest

Come mai desta più paura il monte K2 rispetto al più alto Monte Everest?

Sebbene il Monte Everest sia alto 8848 metri, circa 250 in più rispetto alla catena montuosa del K2, è la topografia della vetta al confine del Pakistan che sembra renderla più impercorribile e impervia rispetto alla vetta più alta del mondo.

L’Everest è caratterizzato da una morfologia orografica diversa dal Karakorum, qui infatti troviamo delle zone di rilievi che si fanno sempre via via più stretti ed acuminati, alternati con delle zone piatte, abbastanza regolari, sulle quali soffermarsi per un ristoro veloce. 

Il K2 invece, le zone piane sono davvero pochissime, tant’è che si possono contare “sulle dita delle mani”, in quanto è costituito da tratti ripidi e scoscesi.

Un altro problema, che farebbe desistere qualsiasi alpinista dal tentare di scalare il K2 è dato dalla austerità delle condizioni meteorologiche, davvero eccessive e troppo, troppo rigide per qualsiasi essere umano.

Alberto