La martora: alla scoperta dell’animale solitario

La martora: alla scoperta dell’animale solitario

Se hai mai fatto un’escursione in montagna e nello specifico sui monti Sibillini, potrebbe esserti capitato di vedere la martora, un animale poco conosciuto ma dall’organizzazione sociale molto interessante. È proprio quello di cui ti parleremo in questa guida, nella quale andremo alla scoperta di questo mammifero sul quale circola una leggenda molto particolare.

La martora: forse non tutti sanno che…

Cominciamo con il dare qualche utile informazione su questo simpatico predatore che all’occorrenza però può diventare molto aggressivo. Stiamo parlando innanzitutto di un animale che vive in natura e che ha il proprio habitat naturale sui monti Sibillini. Il suo nome scientifico è Martes martes, che ne identifica specie e genere, e appartiene alla famiglia dei cosiddetti mustelidi. Per tutti però, è semplicemente la martora.

La martora è un animale schivo, anche perché preda ghiotta di molti altri predatori. Può vivere in perfetto adattamento fino a 2000 metri di altitudine, e si nasconde tra i boschi fitti che le offrono riparo. In questo modo non solo può nascondersi dall’attacco delle volpi o delle aquile, ma può anche controllare il territorio per sferrare i suoi micidiali attacchi ai danni di piccoli roditori o di uccellini.

Non ama uscire dal suo territorio, a meno che non vi sia costretta per scarsità di cibo. In queste occasioni, anche se mantiene sempre un profilo molto guardingo, può capitare che si spinga fino ai centri abitati, dove cerca di catturare qualche volatile come le galline. Lo sanno bene i contadini, che proteggono i loro animali dagli attacchi furtivi di questi animali.

Le abitudini della martora

Ogni animale ha delle precise abitudini che non andrebbero mai sottovalutate. Si tratta infatti non di comportamenti casuali, ma di veri e propri adattamenti sviluppati nel corso dei millenni e che hanno permesso all’animale stesso di sopravvivere fino ai giorni nostri. Ecco perché la martora è prevalentemente un animale notturno. Non solo, tende ad essere anche solitaria.

È abilissima a nascondersi durante il giorno, e il fatto che abbia scelto come sua dimora la fitta vegetazione dei monti Sibillini trova la sua ragione nel fatto che proprio negli alberi la martora ricava la sua tana.
Può capitare di vederla letteralmente volare da un albero all’altro, grazie all’agilità che la caratterizza.

Non è molto grande naturalmente, potendo arrivare soprattutto se maschio ad una lunghezza di circa 55 centimetri. Per contro è molto agile, e si orienta grazie alla lunga coda e al leggero peso che in media non supera il chilo e 2.

Un mito sulla martora da sfatare

Gira una voce sulla martora, che è diventata quasi una leggenda. Si dice infatti che recida la gola della sua preda per berne il sangue. Questo particolare, davvero macabro in effetti, si è rivelato però falso. In compenso però la martora può essere un predatore davvero micidiale, grazie al muso molto potente e alle temibili unghie. Lo sanno bene i piccoli roditori o gli uccellini che si imbattono sul suo cammino. La martora però all’occorrenza può nutrirsi anche solo di frutta, dimostrando quanto sia ampio il suo adattamento.

Per quanto riguarda le sue abitudini sociali, la martora è molto territoriale e difende il suo spazio anche dai suoi simili.
Il maschio tende a far combaciare il suo territorio con quello di diverse femmine, e tiene a bada i rivali con scontro anche feroci.
La riproduzione avviene solo una volta l’anno, e per questo si capisce perché la martora sia così attenta a gestire il territorio e a non permettere che altri maschi lo invadano.

La nascita dei nuovi esemplari di martora avviene sempre in primavera, e in quel caso è solo la mamma che se ne prende cura. Soprattutto, la mamma deve proteggere i suoi piccoli e se stessa dai suoi predatori naturali, che sono la maestosa aquila reale che volteggia sui monti Sibillini, ma anche il feroce lupo e la scaltra volpe dei boschi.

Alberto