Eremo di San Venanzio: alla scoperta della magia dell’Abruzzo

Eremo di San Venanzio: alla scoperta della magia dell’Abruzzo

Se stai progettando un viaggio nella splendida terra d’Abruzzo, c’è un luogo davvero suggestivo che devi visitare. Si tratta dell’ Eremo di San Venanzio, immerso nell’omonima Riserva Naturale. In questa guida ti porteremo quindi a scoprire le meraviglie di un luogo ancora incontaminato la cui storia si perde nei secoli.

Le Gole di San Venanzio

L’eremo di cui ti parliamo si trova in Abruzzo, in provincia de L’Aquila. Ci troviamo nella Riserva Naturale Regionale denominata ‘Gole di San Venanzio, in onore al Santo il cui corpo, come ti racconteremo in seguito, sembra ancora essere presente a memoria perenne dei fedeli che ogni anno visitano questi luoghi incantevoli.

Le Gole di San Venanzio fanno parte e caratterizzano una bellissima riserva naturale. Il Fiume Aterno le ha scavate e create nel corso di milioni di anni, offrendo oggi, a chi viene a visitarle un paesaggio di una bellezza senza paragoni, in perfetto equilibrio con la presenza dell’uomo.

Le Gole che racchiudono, come un gioiello l’Eremo di San Venanzio, vantano delle pareti che sembrano quasi contenerlo come uno scrigno, con una vegetazione fitta e rigogliosa che caratterizza questo angolo di Italia.


L’eremo gode di una posizione favorevole e dominante sul paesaggio circostante e dalle sue finestre si può ammirare il fiume Aterno, che placido o a volte travolgente si snoda lungo i percorsi.

gole di san venanzio

La storia dell’Eremo e dei suoi Santi

La storia dell’eremo e della sua edificazione si perde letteralmente nella notte dei tempi, al punto che non ci sono nemmeno certezze su quando e da chi fu costruito.

Si presume fosse già eretto, nel 1156, ma in realtà la datazione è ancora oggetto di controversie, con studiosi che affermano che l’edificio fu eretto non prima del 1300.

Tuttavia poco conta agli occhi dei fedeli o dei semplici pellegrini che ogni anno si recano a visitare questo luogo suggestivo. Come dice il nome stesso la chiesa è stata dedicata a Venanzio.

San Venanzio storia

San Venanzio patrono di Camerino, fu un giovane nobile che nel XIII secolo si convertì al cristianesimo. Proprio in questi luoghi decise di trascorrere il suo tempo, accompagnato dal suo maestro di allora, Porfirio. La fine di Venanzio fu però delle più tragiche, fu martirizzato nel 259 dopo Cristo, sotto l’imperatore Decio, ed è venerato dalla Chiesa cattolica come santo e martire.

La tradizione vuole però che il suo corpo sia rimasto in un certo senso presente nel luogo. C’è infatti una roccia, all’interno dell’eremo, che ti consigliamo di visitare, che si dice rechi l’impronta del suo corpo. Si tratta di un luogo in cui il Santo si raccoglieva in preghiera.

È conosciuto ai fedeli con il nome di ‘crocetta’, e si raggiunge attraverso una scala che dall’altare, scavata nella roccia, conduce fino alla grotta, che è anche il cuore della struttura e il luogo più antico.
All’interno della chiesa invece è vivo il culto di altri sue Santi della tradizione cristiana, e cioè San Giovanni Battista e San Pietro Celestino.


Nel XVII secolo l’eremo è stato oggetto di molti restauri che l’hanno messo in sicurezza e reso ancora più splendente grazie alla presenza di affreschi. Una curiosità sul luogo: agli inizi del XX secolo il grande Benedetto Croce visitò l’eremo, e ne rimase talmente impressionato da dedicare alla sua visita un piccolo memoriale.

Se visiti la grotta del Santo infine, percorri la strada che, attraverso un piccolo sentiero, ti porta fino a pochi metri dal fiume sottostante, per godere della meraviglia che solo un luogo sacro e incontaminato immerso nella natura ti può offrire.

San Venanzio i percorsi

Numerosi sono gli itinerari da poter seguire, attraversando le Gole e godendo della natura meravigliosa che questo luogo suggestivo offre a visitatori e sportivi.

Si possono percorrere facili sentieri a piedi o in mountain bike, seguire gli itinerari più difficili consigliati solo agli sportivi più esperti, che costeggiano le zone ripali e scendono fino al fiume.

Qui trovi l’ elenco con alcuni dei percorsi più suggestivi delle Gole di San Venanzio:

  • Da Raiano all’Eremo di San Venanzio: Si parte dal crocifisso ligneo nei pressi della ferrovia e procedendo su un sentiero, facile e tra bellissime specie floristiche presenti nella Riserva, si raggiunge la strada asfaltata che porta all’ Eremo di San Venanzio.
  • Dall’Eremo al vecchio Mulino : Dall’Eremo si scende di quota, arrivando a costeggiare le rive del fiume Aterno e al Mulino.
  • Da Raiano all’acquedotto delle “Uccole : Un itinerario storico e archeologico, camminando su di un sentiero con una parete a strapiombo molto suggestiva parallela ad un antico acquedotto romano e ai suoi sfiatatoi (le Uccole).
  • Pitture rupestri di “Rava Tagliata” : a testimonianza della presenza millenaria dell’uomo, nell’incavo nella roccia “Rava Tagliata” è possibile ammirare antichissime pitture rupestri.
  • Alla Madonna De Contra: Si parte da Raiano, seguendo il fiume Aterno, fino alla sorgente dell’Acqua Solfa. Qui si possono ammirare i resti di antiche mura romane. Proseguendo verso le Gole si arriva al ponte di ferro detto “dello Spirito Santo”, lo si attraversa, si percorre il sentiero di campi coltivati fino alla chiesetta della Madonna De Contra.
  • Ippovia e percorso per mountain bike: è un percorso che collega la Riserva naturale ai Comuni limitrofi, fino a toccare la Riserva Sorgenti del Pescara e il Parco Nazionale della Majella.

Come raggiungere l’eremo: informazioni utili

Se ti sei incuriosito e vuoi visitare questo luogo, ti diamo a seguire tutte le indicazioni utili che ti permetteranno di raggiungerlo.
Per visitare l’eremo di San Venanzio devi recarti in provincia de L’Aquila, e precisamente all’interno della Riserva Naturale Regionale Gole di San Venanzio, nella località di Raiano.


Potrai facilmente raggiungere il sito percorrendo la strada statale numero 5. Dopo la visita all’eremo, data la vicinanza di Raiano alla costa, potrai anche concederti un rigenerante tutto nel mar Adriatico.

Alberto