Il lupo abruzzese a rischio di estinzione

Il lupo abruzzese a rischio di estinzione



Il lupo abruzzese o lupo appenninico è una specie autoctona italiana gravemente minacciata dal rischio di estinzione. 

Il lupo è da sempre stato al centro di miti e racconti a causa o per merito delle sue caratteristiche. Dico per merito perché ha da sempre suscitato un certo fascino in tutte le popolazioni con cui è venuto in contatto. Infatti in tutto il mondo è sempre stato al centro delle leggende alle volte con connotazione mistica e spesso con una caratterizzazione maligna.

Non è un caso che anche oggi in ambito letterario si usi l’espressione “lupus in fabula” quando ci si vuole riferire al cattivo di un racconto. Ma cosa centra tutto questo con il lupo abruzzese? Bene, centra eccome!

Da sempre il lupo ha avuto la funzione di creare equilibrio nel suo habitat. Data la sua posizione nella catena alimentare, ha da sempre contribuito a mantenere controllato il numero di erbivori nell’ecosistema. Ma è proprio qui che a un certo punto interviene l’uomo.

Dai primi del ‘900 in poi, una serie di fattori ha quasi decretato l’estinzione del Lupo Abruzzese. In particolare, le attività di caccia e bracconaggio per proteggere il bestiame e allo stesso tempo alimentare il mercato nero hanno avuto un ruolo piuttosto importante. Se a questo poi aggiungiamo l’avanzata della “modernità” e la sottrazione di grandi porzioni di spazi verdi alla natura, è presto detto che il lupo, non si trovava più nelle giuste condizioni per poter proliferare.

Fortunatamente insieme a queste problematiche, sono arrivate anche varie prese di coscienza. Queste hanno portato alla creazione di istituzioni e organizzazioni votate a preservare la fauna selvatica e, il lupo appenninico, oggi ne è riconoscente.

Il Parco Nazionale è un di queste. Già dagli anni ‘70 presso il parco iniziarono varie attività di preservazione. La più famose di tutte venne nominata “Operazione San Francesco”, ideata e guidata dal presidente del parco Franco Tassi con l’ausilio di un’equipe di biologi e scienziati.

I primissimi dati sulla diffusione del lupo in Italia risalgono agli anni ‘60. In questa decada si stima che la popolazione dei lupi fosse ridotta a soli 100 esemplari. Oggi, a distanza di molto tempo, grazie alla reintroduzione e alla protezione della specie, si stima che questo numero sia passato a ben 800 – 900 esemplari. Ovviamente si tratta di numeri molto approssimati. Data la natura schiva del lupo e la sua propensione a vivere in posti remoti e nascosti, è quasi impossibile produrre cifre esatte.

Chi è il lupo appenninico?

Negli anni venti venne catalogato come specie autoctona italiana sotto il nome di Canis Lupus Italicus. Con il passare del tempo, viste le scarse differenze biologiche e generiche, il lupo abruzzese fa parte della più estesa specie del canis lupus lupus diffuso tra Asia ed Europa.  Tuttavia, il nostro lupo appenninico è facilmente distinguibile dagli altri grazie alla sua dimensione, leggermente inferiore a quella del resto di lupi europei.

Ma come è fatto il lupo abruzzese?

  • dimensioni: Varia dai 100 ai 140 cm di lunghezza dalla testa alla coda.
  • Pelame. I colori possono variare. In generale tende ad avere un manto grigio e folto in inverno ed ad un manto più marrone e corto in estate.
  • Peso: Dai 25 ai 35/40 kg. I maschi tendono ad essere più grandi.

Normalmente predilige habitat freschi dei climi temperati. Si può però facilmente adattare alla vita in praterie, boschi, montagne e anche a livello del mare. Generalmente i branchi si stabiliscono in zone con abbondanza di selvaggina. All’occorrenza si nutre anche di carogne. 

Predilige la vita in piccoli branchi oppure solitaria. Normalmente i branchi tendono a formarsi con individui di entrambi i sessi quando è presente la prole. 



Alberto