
Automotive action plan: un sospiro di sollievo per i produttori automotive
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che entro aprile verrà presentata una strategia per il futuro del settore automobilistico in Europa. Una delle misure più rilevanti riguarda l’annullamento delle sanzioni previste per quest’anno nei confronti dei produttori che non avrebbero rispettato i parametri sulle emissioni di CO2: sarà infatti concesso un periodo di tre anni per adeguarsi ai requisiti stabiliti, mantenendo inalterati gli obiettivi complessivi. Per garantire un approccio più bilanciato alla questione, è in programma una modifica mirata alla normativa sulle emissioni, consentendo così alle aziende di rispettare i limiti in un arco temporale più ampio. Di conseguenza, i costruttori potranno evitare le multe del 2024, a condizione che nei due anni successivi raggiungano i livelli richiesti: abbiamo analizzato il tutto in questo articolo scritto insieme a Matteo Grignani dell’omonima concessionaria che vende auto a Pavia usato e nuovo.
Automotive action plan: tutte le novità
In sintesi, l’Automotive Action Plan dell’Unione Europea prevede diverse novità per il 2025, sempre nella direzione di una transizione verso la mobilità a zero emissioni e mirando a rafforzare la competitività dell’industria automobilistica europea. Ecco i punti principali:
- Flessibilità negli standard sulle emissioni di CO2: la Commissione Europea ha introdotto una maggiore flessibilità per le case automobilistiche nel rispetto degli standard sulle emissioni di CO2 per auto e furgoni nel periodo 2025-2027. Invece di valutare la conformità su base annuale, verrà considerata la media delle emissioni nel triennio, consentendo ai produttori di compensare eventuali superamenti degli obiettivi in un anno con risultati migliori negli anni successivi. Questo approccio mira a dare respiro alle case automobilistiche, consentendo loro una gestione meno rigida e soffocante della transizione verso i veicoli elettrici.
- Transizione verso la mobilità elettrica: il piano conferma l’impegno dell’UE verso la transizione alla mobilità elettrica, con l’obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra nel settore dei trasporti. Sono previsti investimenti significativi in ricerca e sviluppo per le batterie di prossima generazione, attraverso il programma Horizon Europe. Si punta inoltre a sviluppare infrastrutture di ricarica adeguate per supportare la diffusione dei veicoli elettrici.
- Competitività e innovazione: l’UE intende rafforzare la competitività dell’industria automobilistica europea, sostenendo l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie. Particolare attenzione viene dedicata alla cybersicurezza dei veicoli connessi e all’accesso ai dati generati dai veicoli. L’obiettivo dichiarato è garantire che l’industria automobilistica europea rimanga all’avanguardia.
Cosa prevede il futuro
Da quanto è emerso a livello Europeo, non è prevista invece nessuna variazione sui limiti stabiliti: i valori di emissione rimangono invariati e le vetture di nuova immatricolazione dovranno mantenere una media di emissioni inferiori a 93,6 grammi per chilometro: comunque con una riduzione significativa del 19% rispetto ai 116 grammi per chilometro in vigore nel 2024. Dal 2030 sarà necessario un ulteriore abbattimento del 55%, mentre il 2035 segnerà l’eliminazione totale delle auto con motore termico tradizionale.
Grazie all’introduzione della flessibilità triennale per la conformità, l’industria avrà più margine di manovra senza che ciò comporti un cambiamento delle soglie già fissate. Ovviamente sempre che questa modifica venga approvata rapidamente dalle Istituzioni europee e si possa procedere senza ritardi anche alla revisione delle normative per il 2035, dove la neutralità tecnologica sarà il principio cardine.
Nel corso degli incontri dedicati al futuro dell’industria automobilistica si è discusso anche dello sviluppo della guida autonoma: considerata la forte competizione internazionale, si punta a una strategia condivisa per accelerare i progressi nel settore attraverso la creazione di un’alleanza industriale che mira a unire le risorse e a sviluppare in sinergia software, semiconduttori e tecnologie per i veicoli autonomi. La Commissione Europea lavorerà quindi in parallelo per aggiustare le normative sui test e sulla diffusione di queste tecnologie, oltre a sostenere la realizzazione di progetti pilota su larga scala.
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